Al Fianco degli Ultimi - La Missione di Caritas Georgia

By Davide Demichele

Questo articolo è stato scritto originariamente in italiano e tradotto in georgiano e inglese.

Anche se spesso non ce ne rendiamo conto - presi dalle nostre vite, dai nostri problemi o semplicemente perché chi sta ai margini, spesso da questi margini non esce - sono moltissime le persone attorno a noi che senza un aiuto esterno faticherebbero a soddisfare anche i più essenziali bisogni. Ancora troppa gente nel mondo non conosce altra realtà se non quella della miseria. È proprio in risposta a tale condizione, che spinte dal sogno di un cambiamento concreto e duraturo, nascono organizzazioni come Caritas.

Caritas non è certo sola nel tendere la mano a chi ne ha bisogno. Sarebbe un errore non dare riconoscimento alle tante organizzazioni, spesso più piccole e lontane dai riflettori, che ogni giorno dedicano tempo, energie e risorse per migliorare la vita di chi si trova in difficoltà. Presenze silenziose, ma indispensabili. Tuttavia, per la portata del suo impegno e per la vastità della sua rete, Caritas rappresenta una delle più importanti organizzazioni umanitarie al mondo. Una vera e propria istituzione, che ha fatto dell’aiuto al prossimo non solo una missione, ma la ragione stessa della sua esistenza.

Caritas nasce nel 1897 in Germania per iniziativa di Lorenz Werthmann. Alla base della sua fondazione c’è un’idea alquanto semplice, ma altrettanto radicale: la fede deve tradursi in azioni concrete, messa in pratica attraverso un aiuto reale a favore dei più vulnerabili membri della società. Ciò che prende piede tra i confini nazionali tedeschi, in poco più di cinquant’anni dà vita a un progetto dalla portata estremamente più ampia: nel 1954 il culmine, nasce Caritas Internationalis.
Oggi, a oltre settant’anni dalla sua fondazione, l’organizzazione riunisce al suo interno oltre 162 entità nazionali, operanti in oltre 200 Paesi e territori. Sebbene unite sotto un unico stendardo, ogni singola entità nazionale lavora in maniera distinta e autonoma. Al contrario, a fare da ponte tra la Confederazione globale e i singoli membri nazionali, sono i sette organismi regionali, chiamati a sostenere le organizzazioni dei rispettivi Paesi attraverso competenze tecniche, attività di coordinamento e il rafforzamento della cooperazione tra le rispettive regioni: Caritas Africa, Caritas Asia, Caritas Europa, Caritas America Latina and Caraibica, Caritas Medio Oriente and Nord Africa, Caritas Nord America and Caritas Oceania.

Ai fini di questo articolo, tuttavia, i riflettori si accendono su una delle organizzazioni nazionali in particolare, parte tanto della Confederazione Caritas Internationalis, che della rete regionale Caritas Europa: Caritas Georgia.

Caritas Georgia logo.

Fondata dalla Chiesa Cattolica, Caritas Georgia si è fatta strada in una società a maggioranza cristiano-ortodossa, dove la comunità cattolica rappresenta soltanto una piccola minoranza. Questo specifico contesto religioso ha contribuito a plasmare l’ambiente istituzionale dell’organizzazione e, in una certa misura, anche il modo in cui essa si è strutturata. Infatti, a differenza delle organizzazioni Caritas presenti in diversi Paesi europei, che spesso operano attraverso più diocesi e strutture maggiormente decentrate, Caritas Georgia si è evoluta come un’unica entità nazionale, adattando il proprio operato al contesto sociale e religioso del Paese.

L’organizzazione ha dato il via alle sue attività nel 1994, con il principale obiettivo di supportare tutti coloro le cui vite erano state profondamente sconvolte dal crollo dell’Unione Sovietica. All’indomani di questo evento, infatti, molti si trovarono a fare i conti con povertà e incertezza: elevata disoccupazione, conflitti interni e le loro conseguenze sociali ed economiche contribuirono a ridefinire la situazione del Paese.

Nata come risposta umanitaria alla crisi del periodo post-sovietico, l’organizzazione ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, operando in molteplici settori. Dalla sanità alla protezione sociale, dall’educazione alle migrazioni fino al rafforzamento delle comunità locali, sono numerosi i progetti realizzati sull’intero territorio nazionale. Per conoscerli più da vicino abbiamo intervistato, lo scorso giugno,** Mindia Tavkhelidze**, responsabile del Programma di Sviluppo Comunitario e del Volontariato. Tbilisi ospita la sede centrale dell’organizzazione, ma le sue attività si estendono ben oltre i confini della capitale. Kutaisi, Batumi e Gori sono solo alcune delle altre città in cui Caritas Georgia realizza i propri progetti. Tanto a Kutaisi quanto a Gori, l’organizzazione gestisce due centri giovanili nei quali, attraverso attività di educazione non formale, sostiene giovani spesso provenienti da situazioni di disagio nel maturare un atteggiamento propositivo, orientato alla costruzione di un futuro migliore. Se il Children Day Care Centre di Kutaisi concentra la propria attività sul sostegno a bambini e giovani in condizioni di vulnerabilità, prevenendo l’abbandono scolastico e riducendo il rischio di devianza minorile, lo Youth Space di Gori offre a ragazzi e ragazze dai 12 anni in su un ambiente sicuro attraverso il quale accedere a percorsi di educazione non formale, opportunità di crescita e occasioni di socializzazione. Attraverso un’ampia gamma di programmi e iniziative, il centro promuove l’apprendimento, la creatività e la partecipazione attiva. Tra le attività principali figura lo STEM Club, che avvicina i partecipanti alle discipline scientifiche e tecnologiche attraverso esperienze pratiche e laboratoriali. Inoltre, in collaborazione con l’università locale, il centro propone un programma di crescita e orientamento professionale pensato per aiutare i giovani a individuare i propri obiettivi, esplorare nuove opportunità lavorative e acquisire le competenze necessarie alla realizzazione delle proprie aspirazioni.

Attività presso il Children Day Care Center Sunflowers, Tbilisi, Georgia. Fonte: Caritas Georgia website.

Diversamente, a Batumi, Caritas Georgia gestisce una struttura di accoglienza presso la quale possono rivolgersi le persone più in difficoltà per far fronte a bisogni urgenti. Nella stessa area sono attualmente in fase di sviluppo alcune case-famiglia, destinate ad accogliere bambini orfani o privi del sostegno dei genitori. Nell’area di Tbilisi, tra i progetti attualmente in corso, quello delle migrazioni rappresenta uno dei principali ambiti di intervento. L’organizzazione sostiene i cittadini georgiani che, volontariamente o meno, rientrano nel Paese dopo un periodo trascorso all’estero, con l’obiettivo di favorirne un percorso di reintegrazione efficace. Il sostegno offerto si sviluppa su due livelli: psicologico ed economico. Il primo è garantito attraverso una rete di “centri di ascolto”, il secondo rispondendo a tutta una serie di necessità quotidiane che interessano la vita di questa gente, con l’obiettivo di favorire condizioni di stabilità nel lungo periodo. Le attività assistenziali hanno inizio già prima della partenza, attraverso servizi di consulenza volti a preparare i beneficiari al rientro. Una volta arrivati in Georgia, gli è assicurato un servizio di trasferimento dall’aeroporto e, se necessario, una sistemazione di emergenza. Il programma prosegue con una serie di interventi finalizzati al favorire una reintegrazione sostenibile, attraverso programmi di formazione professionale, orientamento e supporto all’inserimento lavorativo. Per coloro che intendono avviare un’attività autonoma, è inoltre previsto un sostegno specifico che può includere la fornitura di beni, strumenti e attrezzature necessarie all’avvio di una microimpresa. L’assistenza comprende anche servizi di natura legale, amministrativa e sanitaria, oltre a interventi specialistici destinati ai gruppi più vulnerabili, compresi i minori non accompagnati. Nel complesso, il programma può proseguire fino a 12 mesi dal rientro, assicurando un accompagnamento continuativo durante l’intero percorso di reintegrazione. L’organizzazione collabora inoltre in maniera attiva con le istituzioni pubbliche, in particolare con le scuole, per favorire un’integrazione efficace degli studenti con disabilità all’interno del sistema scolastico. Accanto agli interventi in ambito sociale, educativo, e di empowerment economico, Caritas Georgia promuove anche iniziative volte a migliorare i sistemi infrastrutturali delle comunità locali che ne necessitano. Nel comune di Aspindza, nel sud del Paese, sono attualmente in corso lavori per la posa di circa sette chilometri di condotte idriche. L’intervento è finalizzato a contrastare la cronica carenza d’acqua che da anni compromette l’irrigazione dei terreni agricoli e, di conseguenza, la produttività del settore.

Posa della rete idrica, Comune di Aspindza, Georgia. Fonte: Caritas Georgia website.

Questi e molti altri sono i progetti, le azioni, e con loro le speranze, che lavoratori e volontari della Caritas giornalmente offrono a chi allunga la propria mano alla ricerca di qualcuno pronto ad afferrarla. Che si tratti di assistenza sociale, sanitaria, istruzione, servizi per i migranti, empowerment economico o sviluppo infrastrutturale, l’organizzazione interviene su molteplici dimensioni del benessere delle comunità più vulnerabili, rispondendo tanto ai bisogni più immediati quanto alle criticità strutturali che ne condizionano le prospettive di lungo periodo. Pur differenziandosi per ambito di intervento e scala, tutte le iniziative perseguono un obiettivo comune: rafforzare la resilienza di individui e comunità e creare le condizioni per uno sviluppo sociale ed economico sostenibile.

Eppure, per quanto il lavoro dell’organizzazione sia impattante, le cause profonde della povertà persistono. Disoccupazione, carenze nel sistema educativo, isolamento territoriale e conflitti interni sono solo alcuni dei fattori interconnessi che alimentano vulnerabilità e disagio. Come sottolineato da Mindia, la portata della sfida è evidente già nella capitale, Tbilisi, dove si stima che centinaia di migliaia di persone necessitino di assistenza. La situazione degenera ulteriormente nelle aree rurali, dove, in rapporto alla popolazione, l’incidenza della miseria è ancor maggiore. Rispondere a queste esigenze richiede un impegno costante e una prospettiva di lungo periodo. Eppure, il futuro di questo lavoro è tutt’altro che garantito. Molte organizzazioni non governative operano in un contesto di incertezza finanziaria, dove, tanto vincoli interni quanto condizioni esterne possono influenzare la loro capacità di azione. Poiché le loro attività dipendono in gran parte da donazioni e sovvenzioni internazionali, qualsiasi riduzione dei finanziamenti può rapidamente mettere programmi e servizi sotto una notevole pressione. Ogniqualvolta che un’organizzazione cessa le proprie attività o riduce la portata dei propri interventi, è importante non dimenticare che chi ci perde davvero sono le persone; sono tutti coloro che, in assenza di una mano tesa dall’esterno, vedrebbero il mantenimento della propria dignità umana messo alla prova. In una situazione del genere, ognuno di noi può avere un ruolo. Che sia attraverso il volontariato o altre forme di supporto, tutti possiamo dare il nostro contributo. Se non questo, almeno dovremmo aprire gli occhi e riconoscere che il benessere di pochi non può giustificare la sofferenza degli altri; che ogni volta che un essere umano perde la propria dignità, tutti noi, in parte, la perdiamo. Così facendo, capiremo quanto sia importante il lavoro di chi cerca di fare la differenza e, invece di sminuire il loro lavoro, come alcuni cercano di fare, creando ostacoli invece che ponti, inizieremo a costruire quei ponti noi stessi.