Intervista con Erekle Deisadze - Lingua Madre e Suono Padre: un Dialogo tra Musica e Poesia

Erekle Deisadze

Lo staff della redazione di Kargi Mokalake ha intervistato il famoso poeta e musicista georgiano, il quale ha parlato del suo percorso nelle arti della poesia e della musica.

Riguardo il suo primo approccio alla poesia, Erekle ha evidenziato l’eredità dei poeti della sua città natale, Kutaisi, recitando un modo di dire georgiano che spiega la sua relazione con la poesia: “Ogni due persone c’è un poeta, ma un poeta georgiano è doppiamente un poeta”. Erekle sentiva che la poesia fosse radica nella sua genetica in quanto georgiano, poiché la Georgia è un paese con una ricca tradizione poetica, dove perfino i re si dedicavano a questa arte. Perciò, ha deciso di “leggere questo codice genetico”.

Il suo primo incontro con la poesia è stato quando, durante la sua infanzia, sua nonna lo provocava con delle poesie umoristiche e satiriche (kaifa), che stimolavano in Erekle una risposta appropriata. Il suo primo tentativo di scrivere poesia è stato a scuola, che lo ha ispirato a dedicare più tempo a questa attività e a renderla da un passa tempo ad una professione. La formazione delle kafia è visibile nelle sue prime poesie: composizioni volgari stimolate dalla rabbia verso una professoressa, che facevano ridere i suoi compagni. Ha allora “compreso il potere della poesia [… la quale] può provocare […] una forte reazione emotiva”. A 16 anni, le sue poesie hanno iniziato ad essere pubblicate in un giornale locale di Kutaisi dopo che le sue composizioni, che riflettevano il suo amore per la Georgia e per Kutaisi, vennero apprezzate in eventi scolastici. All’età di 20 anni, ha pubblicato il libro che ha creato scandalo

“Saidumlo siroba” (საიდუმლო სირობა)

Il libro non è stato tradotto, perciò fornirò la mia versione della traduzione. Il titolo (saidumlo siroba) non può essere tradotto letteralmente, poiché l’autore ha giocato con l’espressione “saidumlo seroba” (საიდუმლო სერობა), comunemente tradotta in italiano come “l’ultima cena”. La corretta traduzione di “saidumlo” è però “segreto, misterioso”. La differenza nella traduzione si deve alla differente dottrina religiosa: nella Cristianità Ortodossa è solitamente definita “segreta”, piuttosto che “ultima”. L’autore ha mantenuto la prima parte dell’espressione (saidumlo) ed il suo significato originale, cambiando poi una lettera della seconda parola: trasformando “seroba” (cena) in “siroba”. Questa parola è stata coniata dal poeta, dunque non si può fornire una chiara e corretta traduzione di essa. Proviene dalla parola volgare “siri” (სირი) che, sebbene in georgiano antico significasse “uccello”, ha oggi assunto il significato di “cazzo; testa di cazzo; persona pigra che non adempie ai suoi doveri”. Perciò, “siroba” può essere tradotto come “cazzismo, cazzaggine”, poiché contiente il suffisso “-oba” (-ობა), “utilizzato per formare un sostantivo da un aggettivo o un sostantivo; specialmente, per formare il sostantivo che si riferisce allo stato, proprietà, o qualità confacenti alla descrizione dell’aggettivo: -anza, -ismo, -ia, -ezza, -ità”. (Wiktionary). Il titolo può quindi essere tradotto come “Il cazzismo segreto”.

contenente un gioco di parole nel titolo. Erekle ha pubblicato un totale di sei libri: cinque storie brevi e romanzi, ed una raccolta di poesie. I suoi primi libri si concentravano sugli aspetti negativi della società per deriderli. Il suo secondo libro, “Vacanze russe”, ha come tema il conflitto Russo-Georgiano durante la Guerra d’Agosto. Il suo ultimo libro, “Cittadino della Georgia”, è il preferito dell’autore perché, secondo le sue parole, mostra una compassione assente nelle pubblicazioni precedenti. Precedentemente, Erekle si era concentrato su temi che avrebbero volontariamente provocato una reazione aggressiva nelle persone ma, con il tempo, è emerso nel poeta un desiderio di compassione. Mentre con i suoi primi libri l’obiettivo era quello di essere al centro ella società, adesso cerca di instaurare compassione con le persone, invece che conflitto.

Erekle scrive solitamente in due direzioni: seguendo la natura romantica, rappresentando l’ambiente; e quella politica, una specie di poesia di attivismo influenzata dall’ambiente circostante. Mentre il primo gruppo tematico è collegato alle emozioni, la natura e la sua patria, l’ultimo ha l’obiettivo di descrivere la realtà in maniera sarcastica per scatenare nuove discussioni.

Erekle identifica l’osservazione come “l’unico vero cammino per crescere […]: scoprendo la poesia nella vita di tutti i giorni, e trasformando momenti fugaci e inosservati in versi”. Inoltre, ha spiegato che “la poesia richiede pratica [e] disciplina”. Ha comparato il talento ai fiori perché, come i fiori hanno bisogno dell’acqua per crescere, il talento ha bisogno di essere nutrito attraverso il duro lavoro.

Lo staff di K’argi Mokalake che intervista Erekle Deisadze

Nel periodo della pubblicazione del suo primo libro, Erekle ha compreso il suo profondo interesse per la poesia, che lo ha infine condotto a comporre musica per “leggere la poesia in un modo nuovo [… e] per rendere il suono della lingua georgiana differente con le melodie”. Voleva dare alla poesia una forma nuova ed esprimere le sue poesie in un modo differente. Infatti, Erekle ha descritto la poesia come un “organismo vivente che si può perfino trasformare in musica”, ed in questo processo cerca di “rivelare i codici nascosti della lingua georgiana”, donando una nuova vita alle parole proprio “come uno scienziato conduce esperimenti in un laboratorio”. Fondendo insieme queste due arti, la poesia ha assunto una “nuova, più profonda dimensione” per Erekle, permettendogli di scoprire ed esplorare nuovi aspetti della poesia. Tuttavia, una differenza chiave fra musica e poesia evidenziata da Erekle è il modo in cui queste raggiungono il pubblico.

Le sue prime canzoni possono essere paragonate ai suoi primi libri, poiché Erekle desiderava essere al centro della società e provocare aggressività nelle persone. In seguito, dopo l’incontro con Vinda Folio e con la creazione del duo Eko & Vinda Folio, ha ricevuto riconoscimento e fama internazionale. Allo stesso tempo, ha continuato la sua carriera da solista con canzoni hip-hop e romantiche. Adesso ha in programma di rilasciare la sua versione della musica folcloristica, suonando perfino il panduri ed altri strumenti, permettendogli di esprimere la sua musica e la lingua georgiana in un modo nuovo.

Come la musica fa sentire Erekle libero, la scrittura è per lui un modo di liberare sé stesso dalla negatività e dai pesi della vita. Scrivere è dunque un rituale che gli offre conforto, instaurando un dialogo fra sé stesso e il foglio, ma che verrà in seguito letto dal pubblico. È proprio questa la forza della poesia secondo lui: trovare “le intersezioni fra persone diverse” perché condividiamo tutti “dolori e gioie comuni”.

Al momento Erekle sta lavorando nelle scuole, tenendo lezioni di letterature sulla seconda metà del XX secolo per gli alunni delle none e decime classi. Lui non vuole soltanto prepararli per gli esami, ma vuole anche fargli capire la letteratura ad un livello più profondo ed aiutarli a vedere il suo quadro generale. Erekle lo considera necessario per diventare una persona ed un cittadino. Infatti, Erekle crede che la poesia, e più in generale l’arte, contribuiscano a modellare e creare le norme ed i codici culturali che compongono la società. Lui considera l’arte essenziale per la sopravvivenza fisica e spirituale della società, poiché “il benessere di una società è determinato dalla sua vicinanza all’arte, al nutrimento spirituale di cui una persona ha bisogno”.

Manuel Primitivi

Traduzione italiana: Manuel Primitivi

Manuel Primitivi