Intervista con Ninuka Qoiava - L'universo creativo di un'artista in Georgia
Ninuka Qoiava
Lo staff della redazione di Kargi Mokalake ha avuto il piacere di invitare la poetessa Ninuka Koyava per un’intervista. Ci ha raggiunti nel nostro ufficio e abbiamo avuto una piacevole conversazione riguardo diversi temi: come Ninuka ha iniziato a scrivere, quali sono i suoi interessi e piani futuri e ora condivideremo con voi la nostra conversazione.
Ninuka si presenta dicendo che per quanto può ricordare lei ha sempre scritto e dipinto. Ha studiato Cinema Documentaristico, ma dopo aver girato alcuni documentari ha capito che non era la sua vera vocazione, realizzando che scrivere stava prendendo molto più spazio nella sua vita: “Sia nella forma di diari, vlog, poesie o sceneggiature. Ho capito che dovevo lasciare andare tutto il resto”. Abbiamo anche chiesto a Ninuka della sua famiglia, per capire se avessero delle connessioni con la scrittura, ma Ninuka si apre a noi riguardo la sua difficile situazione famigliare, dicendoci: “Mio padre rapì mia madre che era molto giovane e lei non ha mai visto nulla della vita”. La sorella di Ninuka, però, è una ballerina e Ninuka ci mostra un video sul suo profilo Instagram in cui mentre la sorella balla lei recita una sua poesia.
Ninuka ha iniziato a scrivere negli anni di scuola: “Ho cominciato a scrivere in modo più consapevole quando ci davano dei compiti e io rispondevo in forma di poesie”. Una sua poesia venne pubblicata sul giornale “Jejili” ma Ninuka ci svela che i suoi genitori erano più emozionati di lei per questo. Durante l’adolescenza, Ninuka ha usato la scrittura per attraversare un momento difficile della sua vita, ricorda: “I miei diari diventarono i miei amici, condividevo con loro le mie emozioni e mi facevano sentire meno sola. La vita sembrava più sopportabile in quella maniera”. Più di recente, Ninuka ci spiega di aver smesso di usare la scrittura come una forma di terapia: “Ci metto vero impegno per sviluppare le mie capacità […] ci vuole disciplina, responsabilità e dedizione”. Nonostante queste parole, Ninuka ci descrive la scrittura come un’azione che non percepisce come il suo lavoro. Lo stesso processo di iniziare a scrivere professionalmente non fu facile o automatico. Ninuka ci racconta dei sei o sette anni che ha impiegato a iniziare a pubblicare i suoi lavori e li descrive come: “Difficili e emotivamente estenuante”. A Ninuka piace che la leggano le persone anziane, coloro che iniziano la loro giornata leggendo il quotidiano, perché si sente persa nel mondo digitale, anche se ha lavorato come ghostwriter per un blog, ma: “Non mi piace scrivere gli stati e a essere onesta, lo spazio online mi intimidisce. Mi sento come se tutto quel talento e duro lavoro vada in perso da qualche parte”. Fino ad ora, ha pubblicato su vari giornali, tra cui “Arili”, “Literary Georgia”, “literary Newspaper” e “Georgian Literature”.
Ninuka ci ha parlato della sua creatività e ha nominato la fotografa Francesca Woodman (una fotografa cresciuta a Venezia NdR) come una sua grande fonte d’ispirazione, e descrive le sue foto come profondamente spirituali, con una narrativa emotiva che sente l’attrazione di descrivere. Ninuka ci dice: “Quando guardo al suo lavoro, sento una forte urgenza di scrivere, di catturare ed esprimere cosa succede in un singolo momento congelato in una fotografia”. Ninuka ha scoperto i lavori Francesca Woodman online e ne ha fatto una sua fonte d’ispirazione sia per la scrittura che per la pittura. In particolare, Ninuka fa menzione del modo il cui la Woodman utilizza il nudo, che, ci spiega, era censurato quando lei stessa studiava cinema, ma ci racconta: “Francesca ha un approccio libero e impavido, racconta la sofferenza delle donne, la loro tristezza e il dolore senza compromessi”. Quando le chiediamo se sia più ispirata da episodi quotidiani o dall’immaginazione, ci risponde: “Credo che ci sia una sottilissima linea tra le storie reali e quelle immaginarie”. Ninuka spera che il suo stile possa maturare a tal punto da descrivere la vita e le emozioni di qualcuno senza conoscerlo veramente. Le emozioni sono una grande motivazione alla scrittura per Ninuka, le piace scrivere quando vuole sentirsi meglio e come ha già menzionato, lo fatto anche per una questione terapeutica: “Credo che la poesia sia una palestra per il cervello e per l’anima”. Abbiamo chiesto anche se ci sono degli Autori che la ispirano e lei ci ha nominato Pushkin and Dante, ma ha anche detto: “Non prendo molta ispirazione dai poeti, ma da cose assurde che sento, o informazioni che sento alla televisione, o che ho visto in rete, o semplicemente cose che vedo con i miei stessi occhi. Potrebbe anche essere una storia accaduta a un amico”. Abbiam oche chiesto a Ninuka se ha rituali specifici per scrivere e lei ci haparlato dell’importanza di essere da sola e della sua difficoltà a fare ciò essendo una madre. Ci ha anche detto che ascolta della musica, una grande ispirazione è il brano di Ryuichi Sakamoto “Buon natale, Mr. Lawrence”.
La Rivista Kargi Mokalake ha ricevuto una poesia di Ninuka Koyava intitolata “I fiori si sono mossi/spostati” e per questo abbiamo chiesto a Ninuka di elaborare maggiormente questo suo lavoro. Lei descrive l’idea centrale della poesia come: “Un’espressione della sensazione di quanto ritorni in un luogo in cui hai passato anni e fasi della tua vita, e nella tua memoria quei luoghi non sono veramente andati via”. Quindi, le emozioni principali sono la sofferenza e la tristezza nel realizzare che ogni cosa è diversa ora che il tempo è trascorso. Ninuka spiega ancora una volta la connessione tra le emozioni e i suoi scritti, che sono diversi dalla prospettiva, ad esempio, di un giornalista oggettivo: lei descrive cosa prova: “Voglio che le mie storie feriscano il mio cuore per essere poi tristi per i miei lettori”. Le abbiamo chiesto di una strofa specifica della poesia:
“Ora che sono stati sconfitti
E possiamo credere,
Che questo posto fosse una volta
Pieno di fiori per ogni stagione,
Ma qualcosa dev’essere successo,
E tutto quello che hanno detto di loro è stato questo… "
Ninuka specifica che il suo intento era quello di rendere l’immagine del tempo che passa: i muri potrebbero crollare dopo il passaggio di qualcuno, i fiori potrebbero sparire, perchè nessuno se ne sta prendendo cura ora.
Abbiamo anche chiesto a Ninuka della sua esperienza come scrittrice, è anche madre e quindi la sua situazione è unica rispetto agli altri poeti che abbiamo intervistato. Ninuka era riluttante a descrivercela perchè si sente una donna in una piccola cerchia. Ci ha però parlato di un rapporto molto stretto con una sua amica e ha condiviso con noi dettagli molto intimi della loro amicizia. Le due scrittrici si scambiavano scritti riguardo le sensazioni osservate a seguito della masturbazione: un grande taboo nella nostra società contemporanea. Il bisogno di parlarne è scaturito dall’impossibilità di discuterne con chicchessia e ciò descrive una chiara esperienza femminile nella società.
Continua descrivendo una conseguenza di questo lavoro: “Quando non scrivi favole per bambini ma il tuo mondo interiore e lo mostri agli altri, può causare forte rabbia nelle persone o può provocarti vergogna e dolore“. Ciò si connette anche a un commento che Ninuka ha ricevuto, qualcuno le ha detto: „Scrivi veramente bene, ma sembra chiaramente stato scritto da una donna e forse dovresti lavorarci su“. Ninuka ha provato imbarazzo e ha fatto un tentativo scrivendo in forma neutra, ma poi ha compreso che fosse impossibile: è una donna ed è determinata a scrivere il modo in cui percepisce il mondo.
Come già accennato, Ninuka non è solo una poetessa, ma anche una pittrice. Utilizza la pittura come una forma di escapismo dal giudizio altrui, siccome non c’è un terzo occhio che la giudica, ci dice lei. A Ninuka piace il processo di dipingere e dichiara: “Il lavoro con i colori in sé è molto piacevole e durante il processo ho anche avuto delle idee sulla scrittura”. Ninuka è profondamente ispirata da Edvard Munch nella pittura e le è stato offerto di partecipare in alcune mostre, ma lei non ha mai accettato. Speriamo di vedere presto I suoi lavori.
Dato che abbiamo chiacchierato di Francesca Woodman e Dante, abbiamo anche parlato delle somiglianze e differenze tra la Georgia e l’Italia. I due paesi hanno molto in comune in termini di storia e di carattere. Ninuka sente la Georgia come: “Un paese in cui puoi sederti in ogni strada e scrivere, disegnare, fare foto e sarà sempre interessante”, mentre quando ha viaggiato all’estero si è sentita quasi intimidita a fare queste cose. Per questa ragione, preferisce parlare con persone che non conoscono la Georgia, così può raccontare delle favole al suo riguardo.
Contemporaneamente a questo, Ninuka racconta che lavorare in Georgia è molto difficile, siccome, nella sua opinione, l’educazione non è supportata a sufficienza e la lettura non è pubblicizzata. Ninuka cita un noto autore georgiano, Nodar Dumbadze, che disse: “Non servono educazione o una certa età per avere piacere a tenere un libro tra le mani”. Per questa ragione, Ninuka punta alla difficoltà nel divulgare la letteratura georgiana senza una solida base nella società in educazione e lettura.
Ninuka ci racconta di non aver mai vinto alcun premio o partecipato a una gara, poiché non si sente a suo agio con l’idea di essere giudicata. Per quanto riguarda i piani futuri, Ninuka parla della sua raccolta poetica, ormai prossima alla pubblicazione (a giugno del 2025 NdR) ed esprime il desiderio di unire tutti i suoi scritti in un unico titolo, ma ancora le serve il coraggio per farlo.
Abbiamo avuto una piacevole chiacchierata con Ninuka Koyava e speriamo di vedere presto i frutti del suo lavoro, tanto nella scrittura, quanto nella pittura e ci auguriamo per lei un brillante futuro. Ringraziamo di cuore Ninuka per il tempo che ci ha prestato per questa intervista.
Greta Miravalle
Traduzione italiana: Greta Miravalle