Chakrulo: una Polifonia tra le Stelle

Nel 1977 l’umanità ha compito un atto straordinario: inviare un segnale acustico nel futuro, un testamento simbolico e culturale del nostro pianeta. Questa “capsula del tempo”, di nome Golden Record è un disco di rame placcato in oro, spedito a bordo dei corpi Voyager 1 e Voyager 2 della NASA. Il Golden Record contiene immagini, suoni e musica che intendono raccontare la storia della Terra a potenziali civiltà extraterrestri, costituendo un messaggio di speranza e conoscenza.

Tra i brani selezionati per il viaggio interstellare, uno dei più accattivanti viene proprio dalla Georgia. Chakrulo non è semplicemente una melodia; è un’espressione di resilienza culturale. La melodia proviene originariamente dalla regione georgiana del Kakheti e incarna la polifonia tradizionale di quest’area: una sovrapposizione di diverse voci che creano un complesso intreccio musicale. La polifonia Georgiana, oggi riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’ Umanità, è unostraordinario esempio di come la musica possa essere contemporaneamente una forma d’arte e una testimonianza storica.

La Polifonia Georgiana

Il canto polifonico georgiano è una tradizione ricca di storia e profondamente connessa alla cultura e alla vita quotidiana del paese. La sua bellezza, distante dalle armonie occidentali, sfida l’orecchio con modulazioni e variazioni che creano una melodia complessa e accattivante. La polifonia sacra, dolce e meditativa ha accompagnato le celebrazioni religiose per oltre cinquecento anni, mescolandosi con la Cristianità ma anche con tradizioni pagane e Bizantine. Nonostante la sua forte connotazione religiosa, le canzoni polifoniche si riferiscono a temi legati alla vita quotidiana, alla natura, all’amore, alle tradizioni popolari e a alla lotta per la libertà.

Grazie alla sua isolazione geografica, a causa delle montagne che le circondano, le regioni georgiane hanno sviluppato il loro stile di canto che difendono con passione e orgoglio. Dalle canzoni monofoniche delle valli orientali, alle melodie vivaci della Guria sulla costa del Mar Nero, le armonie vocali intricate, che coinvolgono tre o più voci, avvolgono i fruitori in un abbraccio musicale che mescola il sacro e il profano, il passato e il presente.

Strumenti antichi come il salamuri (un tipo flauto), il panduri (un liuto) e il choghur (uno strumento a corda pizzicato) accompagnano le voci creando una sinfonia che trascende lo spazio e il tempo. Ogni nota racconta una storia, una connessione profonda con la terra, le montagne, i fiumi e il cielo della Georgia.

Il Disco d’Oro: una Scelta Culturale

La selezione dei brani per il Golden Record è stata affidata a una commissione di esperti internazionali, incluso Carl Sagan. l’obiettivo non era quello di rappresentare unicamente la tradizione classica occidentale, ma anche quella di celebrare la varietà e l’intensità delle culture del mondo. Tra i brani scelti ci sono anche lavori di Beethoven, Bach e Mozart, ma anche musica tradizionale da varie parti del mondo. La decisione di includere Chakrulo tra queste composizioni è particolarmente significativa: non solo rappresenta una varietà musicale raffinata e unica, ma porta anche il messaggio di una cultura che è sempre riuscita a difendersi contro forse che hanno provato a cancellarla.

All’epoca la Georgia faceva parte dell’Unione Sovietica, un regime che ha tentato di standardizzare le tradizioni culturali a un unico modello Sovietico. In un tale contesto, Chakrulo non solo si trattava di un’opera musicale, ma di un atto di resistenza contro l’imposizione di una cultura straniera. Mentre la proposta russa per il Golden Record includeva le Notti di Mosca, una canzone glorificata dal regime Sovietico, Chakrulo porta una visione completamente diversa. Non si celebra l’unità forzata del potere Sovietico, ma racconta la storia di un popolo determinato a combattere per celebrare la propria identità. La musica diventa quindi un campo di battaglia, un mezzo tramite il quale la popolazione georgiana afferma la propria esistenza.

Il Messaggio di Chakrulo Oggi

Nel 2017, la Georgia ha celebrato il 40esimo anniversario del lancio del Voyager e della selezione di Chakrulo per il Golden Record. Questa ricorrenza ha dato l’opportunità di riflettere sul significato della canzone come simbolo di resistenza. Attraverso tutto il paese sono stati organizzati concerti e conferenze per commemorare l’anniversario, sottolineando l’importanza di questo gesto emblematico.

Le celebrazioni sono cominciate con l’arrivo di Rob Manning, il leggendario Capo Ingegnere del Programma Esplorazione Marte della NASA e John Casani il precedente Project manager della Missione Voyager, che ha visitato Tbilisi dal 25 settembre al 28. I distinti visitatori hanno partecipato in una serie di lezioni, tavole rotonde e discussioni riguardo l’esplorazione dello spazio, inclusa una lezione speciale e interattiva per i bambini all’Opera House.

Un momento saliente delle celebrazioni è stato quello del concerto del concerto del Gruppo Statale di Canto e Ballo, Erisioni, il 28 Settembre. Proprio questo gruppo ha registrato Chakrulo per il Golden Record e lo ha riproposto a un pubblico appassionato.

La performance ha acquisito ancora maggiore rilevanza per la partecipazione di Rostom Saginashvili, uno dei cantanti originali di Chakrulo che ha diviso il palco con John Casani a simboleggiare un’unione tra le voci del passato e i pionieri dell’esporazione dello spazio di oggi.

Inoltre, il regista Ramaz Bluashvili, il cui padre era parte del gruppo canoro che ha inciso Chakrulo, ha fatto uso dell’anniversario per il magnifico debutto del suo documentario, che racconta il viaggio della melodia nello spazio. Durante la ricerca della storia, Bluashvili ha incontrato membri chiave del team Voyager, contribuendo a gettare luce sull’importanza globale della canzone come un tassello dell’eredità umana.

La serie di eventi non ha solo festeggiato il contributo georgiano all’esplorazione spaziale, ma ha anche enfatizzato il potere duraturo di Chakrulo come simbolo di identità nazionale e resilienza nel contesto internazionale. la sua inclusione nel Golden Record costituisce una testimonianza della natura resistente di tradizioni e storie di un popolo piccolo e spesso sottovalutato, testimoniando che possono trascendere le barriere del tempo e dello spazio.

Una Canzone tra le Stelle

Mentre i Voyager 1 e 2 continuano a viaggiare verso l’infinito, Chakrulo risuona nella vastità dello spazio, unendo il silenzio cosmico a un’eterno inno di resistenza e sopravvivenza. Mentre immaginiamo che una civilità lontana stia ascoltando la melodia traiamo speranza per il futuro e ci ricordiamo che, anche nei momenti più bui, la cultura, la libertà e l’identità possono crescere e alimentare la forza di coloro che combattono per un futuro migliore.

Anna Olivo

Traduzione italiana: Greta Miravalle

Bibliografia

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Georgian Journal, “The Untold Story of How “Chakrulo” Ended Up in Space”, September 2014, https://georgianjournal.ge/discover-georgia/28321-the-untold-story-of-how-chakrulo-ended-up-in-space.html.

S. Iacobellis, “Quando la Musica in Georgia era oppressa dall’Unione Sovietica”, in InsideOver, June 2022, https://it.insideover.com/storia/musica-georgia-oppressa-russia.html.

G. Grossi, “La polifonia della Georgia”, in Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, June 2016, https://www.balcanicaucaso.org/aree/Georgia/La-polifonia-della-Georgia-170980.

D. Amenta, “Ciao extraterrestri, qui Pianeta Terra. Volete ascoltare con noi Bach o Chuck Berry?”, in Tiscali Cultura, June 2021, https://cultura.tiscali.it/storie/articoli/Voyager-Golden-Record-Nasa-Disco-extraterrestri-alieni-spazio-cosmo/.

G. Lomsadze, “Georgia Celebrates Sending a Song Into Space”, in Eurasianet, September 2017, https://eurasianet.org/georgia-celebrates-sending-a-song-into-space-0.

Anna Lia Olivo